Misteri – Poesia di Pier Paolo Pasolini, musica di Francesco Milita

I àusi zira in alt i vuj

su li pichis secis dai lens,

no jot il Signòur, ma il so lun

ch’al brila sempri imèns.

Di tantis robis ch’i sai

i’n sint tal còur doma una,

i soj zòvin, vif, ‘bandunàt,

cu’l cuàrp ch’al si consuma.

i stai un momento ta l’erba

dal rival, tra i lens nus,

po’ i ciamini, e i vai sot il nul,

e i vif cu la me zoventùt.

Alzo gli occhi al cielo

sulle cime secche degli alberi, 

non vedo il Signore, ma la sua luce

che brilla, immensa come sempre.

Di tutte le cose che conosco, 

ne sento nel cuore una sola, 

sono giovane, vivo, abbandonato, 

invecchio solo nel corpo.

Resto un momento sull’erba della riva, 

tra gli alberi nudi, 

poi riprendo il cammino e vado sotto le nuvole 

e vivo con la mia gioventù.

La poesia in dialetto friulano “Misteri”, di Pier Paolo Pasolini, e la rispettiva traduzione in italiano (a cura di Antonello, un amico con origini friulane).

Una preghiera, la consapevolezza dell’eternità dell’anima, di una gioventù che finirà solo “nel corpo”

“Chi canta prega due volte”, diceva Sant’Agostino. L’unione tra poesia e musica, tra preghiera e canto, libera la mente dell’uomo, lasciando che il cuore si avvicini a quella “luce che brilla, immensa”.

Ormai voi che leggete questa mia rubrica sapete che preferisco lasciarvi interpretare da voi i brani di cui scrivo, dopotutto, la musica si ascolta, non si legge.

Eccovi quindi “Misteri”, da una poesia di Pier Paolo Pasolini, musica di Francesco Milita, cantata dal Coro A.N.A. Latina.